Mattia Grigolo – Gente alla buona

[…] La provincia è un ossimoro, il budello che avviluppa chi la vive in un rimacinare di anime che hanno imparato a riconoscere l’otre piccola dalla distanza che passa da un gomito all’altro, dalla dimestichezza con cui la luce sbalza i dettagli delle vite...

Gente alla buona – chi è il mostro?  

[…] Il paese è localizzato nella pianura lombarda, ai margini del gorgo capitalista d’Italia, Milano, oggi come negli anni in cui è ambientato il romanzo (a Mattia Grigolo piace giocare col tempo. Riprendendo le similitudini con la fisica, è dimostrato che il...

I provinciali, gente alla buona

[…] Nella coralità del paese, si distinguono quelli che sono i protagonisti: tre padri e i loro tre figli, prima quasi adolescenti e poi adulti. Il paese è definito dall’autore come una stanza: uno spazio ristretto in cui scorrono troppe vite, a stretto contatto...

Gente alla buona

[…] I primi tre – bambini, poi ragazzi e adulti nel fluire ondìvago di questa storia – sono forme geometriche con lati indefiniti, imprecisi. Poco alla volta si impara a conoscerli attraversi gli occhi della provincia, e, osservandoli con cura, si arriva a...

Di tempo, violenza e amore: intervista a Mattia Grigolo

[…] Tutti i tuoi testi sono caratterizzati da due elementi in particolare. Il primo è la violenza. Citando i tuoi titoli, sembra quasi che l’amore della gente alla buona conduca a una raggia (rabbia) inaspettata, qualcosa che d’improvviso sovverte le regole del...