Jeff Rosenstock – Hellmode: recensione

[…] Ciò che rende Rosenstock unico è la sua abilità nel selezionare le parole perfette che, quando urlate al momento giusto, riescono ad accendere l’anima dell’ascoltatore: “Non mi appartieni!” e “Ho sogni! / Sogni stupidi e assurdi! / Sogni sciocchi e dannati!”...

I don’t know what you see in me

[…] I Don’t Know What You See In Me ha un ritornello che mi ricorda quasi certi Vampire Weekend, è immersa in un synth-pop da cartone animato ed è, contro ogni pronostico e previsione, una semplice e allegra canzone d’amore: “I don’t know which...