A SWEDISH LOVE STORY

20/04/2024


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Roy Andersson
ci mostra una visione amorevole e delicata della nascita del rapporto tra questi due adolescenti belli e puri, riesce a farlo ponendo l’accento su piccoli gesti, particolari minimi che potrebbero sembrare banali ma che ricondotti all’età dell’adolescenza, al momento in cui tra mille timori si cerca di dichiarare o far percepire all’altro il proprio amore, titubando, con la paura di sbagliare, di fare figuracce che a quell’età possono sembrare irreparabili, beh, allora in quel caso nulla è banale, nemmeno il gesto più innocente del mondo. A questo proposito Andersson infila alcune sequenze deliziose, in una di queste i due ragazzi si confidano con i rispettivi amici, nessuno di loro ha il coraggio di palesare l’interesse per l’altro, hanno paura di apparire stupidi, il gruppo torna verso casa, i ragazzi spingono a mano i loro motorini, Pär apre il gruppo, Annika è in coda, sono distanti, lei guadagna terreno, fa il primo passo (le donne sono sempre più coraggiose in questo), poggia la mano sul sellino del motorino di Pär, un gesto all’apparenza semplice, senza importanza, ma è facile immaginare e percepire quanto i cuori di Annika e di Pär battano veloci in quel momento, quanto può essere costato in termini di coraggio quel gesto all’apparenza infinitesimale, una vertigine che apre a sentimenti di tenerezza e nostalgia per un tempo puro e andato, per emozioni che oggi non ci sono più se non di riflesso (bravissimo Andersson a farcele rivivere).
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Fonte: La Firma Cangiante
nel canale: cinema