Addio a Paul Auster, scrittore al confine tra due mondi

01/05/2024


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Ogni poetica per nascere ha tuttavia bisogno anche di qualcosa di più oscuro. Nel caso di Auster questo secondo episodio si consumò un po’ di tempo dopo. Paul aveva 14 anni. Stava facendo un’escursione durante un campo estivo. Un ragazzino, poco distante da lui, fu colpito da un fulmine e morì all’istante. Assenza e caso: ecco due elementi che dalle storie di Paul Auster non se ne andranno più. Ma prima che Auster diventi un cognome riconoscibile nel mondo letterario succederanno molte cose, le cose interessanti che succedevano quando (come diceva Morante) gli scrittori erano persone a cui stava a cuore tutto, tranne la letteratura. Dopo essersi laureato alla Columbia, Auster lasciò gli Stati Uniti. Si imbarcò come marinaio su una petroliera. Andò a vivere a Parigi con pochi soldi in tasca. Si sposò. Divorziò. Tornò negli Stati Uniti. Fece i mestieri più vari. Visse quasi in miseria. Tra i modi sperimentati per sbarcare il lunario ce ne furono di bizzarri quanto di fallimentari, come l’invenzione di un gioco di carte che Auster chiamò “Action baseball” e presentò con risultati disastrosi alla Fiera del Giocattolo di New York. La solitudine (L’invenzione della solitudine sarà del resto il titolo di un suo libro), ecco un altro ingrediente della sua poetica.
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Fonte: Lucy sulla cultura
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