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Alla maniera del noir americano: “Eileen” di William Oldroyd

09/07/2024


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Narrativamente, Eileen è un adattamento fedele del romanzo omonimo di Ottessa Moshfegh, che pone l’accento sulla melanconia del sentirsi intrappolati in una piccola città e sul fascino esercitato da un’estranea colta ed eccitante.

La protagonista di Lady Macbeth, Katherine, manipolava le rigide gerarchie sociali e razziali di una residenza nobiliare del Northumberland alla fine del XIX secolo per nascondere un omicidio e sfuggire a un matrimonio combinato. Non dissimile è la situazione del personaggio eponimo di Eileen, che desidera fuggire dalla convivenza con un padre alcolista terminale. Entrambi i film presentano circostanze che spingono le loro protagoniste a prendere decisioni avventate, rivelando una spietatezza nascosta. Inoltre, sia Lady Macbeth che Eileen mostrano, sebbene in misura minore, come la classe socioeconomica in un contesto rurale influenzi queste circostanze. Katherine trova la libertà, seppur a discapito di personaggi intrappolati in una classe sociale inferiore, mentre Eileen cerca di emulare lo stile cosmopolita di Rebecca. Pensiamo alla scena in cui appare Rebecca: mentre Eileen getta dei sacchi nella spazzatura, la brillante Thunderbird rossa di Rebecca si avvicina da dietro. In quel momento, uno dei sacchi si rompe, spargendo rifiuti organici. Eileen, incuriosita e con i piedi letteralmente immersi nell’immondizia, osserva da lontano Rebecca scendere dall’auto come una figura idealizzata: cappotto scozzese, cappellino pillbox, occhiali da sole.
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Fonte: Lo Specchio Scuro
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