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Anche la Fire Records invecchia ma il talento dei suoi artisti è quello di sempre

13/05/2024


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Verso le 23 è il momento di Marta Del Grandi, accompagnata da Iris Galibariggi (sax, synth e voce) e Gabriele Segantini (batteria, elettroniche). L’uno-due Two Halves/Eye Of The Day lascia subito senza fiato, con l’una a cercare le altezze emozionali di Jeff Buckley nei vocalizzi e la chitarra di Marta e la seconda di una delicatezza folk che sfocia in un crescendo finale di pura poesia.

Arriva quindi l’episodio più catchy dell’ultimo album, prodotto con Bert Vliegen dei Whispering Sons, “Selva”. Chameleon Eyes ha in sè un mood ballabile però oggi ne esce romantica torch song guidata dal sax di Galibariggi; le fa da contraltare l’oscillante Mata Hari in una preghiera che diventa universale (“If Not For Love Then/What Is It We Live For?”), interrotta da un drum solo magnifico di Segantini per poi terminare con un interrogativo amletico (“You say you’ll do anything/So why can’t you imagine/How if not for love we’d be just like shadows/Hollow, lost with nowhere to go?”): l’arte di Cristina Donà, Julia Holter e Aldous Harding sembrano vivere insieme nello stesso brano. Anche se lei si dice ispirata negli ultimi anni soprattutto da Emiliana Torrini e St. Vincent, e ci può stare.
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