Another end

08/04/2024


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Siamo in una città senza nome, livida e piovosa (in realtà un mix di Parigi e Roma), in un futuro che potrebbe non essere tanto lontano dal nostro presente, e in questo futuro una società che si chiama Aeterna, dove lavora anche Eve (Bejo), la sorella di Sal, offre ai suoi clienti la possibilità di trasferire il contenuto della mente del defunto nel corpo di un locatore, una persona che per soldi o altri motivi decide di prestarsi alla causa e, per un numero di incontri prestabilito, diventa l’avatar della persona morta e potrà interagire con chi è rimasto, dando loro la possibilità di elaborare e gestire meglio l’addio. Convinta da Eve, anche Sal decide – dopo qualche esitazione – di ricorrere ai servizi di Aeterna, e così Zoe ritorna nel corpo di un’altra donna (la bravissima Renate Reinsve, già apprezzata ne La persona peggiore del mondo). Durante questi incontri Sal non solo ritrova Zoe attraverso la donna che ne porta i pensieri e le memorie, ma a poco a poco si affeziona anche a questo nuovo corpo che lo mette in contatto con Zoe. Per questo Sal chiede alla sorella di proseguire gli incontri e a un certo punto comincia anche a seguire la donna nella sua vita normale creando una situazione che si fa via via sempre più difficile da decifrare.

Mi fermo qua perché ho detto fin troppo e perché Another end è uno di quei film che gioca molto sul finale a sorpresa e sul gioco che in questo modo innesca con lo spettatore, anche durante l’intera visione.
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Fonte: Sciame inquieto
nel canale: cinema