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Basket Case (1982): dalla cesta con furore (auguri Belial!)

11/05/2022


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Eppure “Basket Case” è molto più di orgoglioso intrattenimento di serie B al suo meglio, senza mai sbattere in faccia al pubblico i famigerati “TEMI IMPORTANTI” (scritti così, perché sono importanti), Frank Henenlotter ci regala una disgustosa storia ambientata nel mondo degli ultimi degli ultimi, se hai un oscuro segreto che nutri a colpi di hamburger e wurstel che porti in giro dentro una cesta, i peggiori quartieri di una grande città sono il posto migliore per essere ignorato, eppure nella pancia del suo film Henenlotter ha temi come la solitudine oppure la difficoltà tutta maschile di approcciarsi all’altro sesso, lo fa con la leggerezza di chi sta dirigendo un B-Movie, senza soldi e senza permessi, quindi senza rompere i maroni agli spettatori sottolineando i passaggi chiave con il pennarellone a punta grossa, perché semplicemente lui aveva un film da cercare di portare alla fine, il che viste le condizioni proibitive era già una grossa gatta da pelare.

Ma “Basket Case” dentro quella cesta riesce a parlare in scioltezza (ma non in modo stupido) di temi più profondi, ad esempio l’impossibilità determinata da un problema fisico, di avere una sana e normalissima reazione (anche sessuale) con una ragazza
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Fonte: La Bara Volante
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