cadavere squisito

10/04/2024


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è qui, secondo me, che sta il genio di bazterrica, è qui che questo romanzo svela effettivamente tutta la sua potenza. bazterrica riprende le dinamiche speciste proprie del nostro sistema culturale ed economico e le distorce appena. gli esseri umani degli allevamenti sono creature con cui non siamo in grado di comunicare, di interagire, di instaurare dei legami – nella finzione narrativa così come da lettorə. è per via di questa incomunicabilità, di questa mancanza di un sentire comune – che, invece, non esiste con i cagnolini, che siamo abituatə a vivere costantemente nella nostra realtà e a trattare come bambinə, e che sperimenta anche marcos insieme a noi nel romanzo – che proviamo soltanto disgusto e fastidio, esattamente come faremmo, magari, se avessimo letto la descrizione di un qualsiasi processo di lavorazione in un qualsiasi macello reale.
in un’intervista rilasciata a the guardian, bazterrica dice:

questo romanzo è una riflessione su cosa sia il capitalismo e come ci insegna a naturalizzare la crudeltà. il capitalismo è un sistema in cui tutti nasciamo, lo abbiamo dentro di noi e il patriarcato fa parte di quel sistema. ho provato a lavorare con l’idea che ci mangiamo a vicenda in modo simbolico. […] capitalismo e cannibalismo sono quasi la stessa cosa, sai?

proprio come accade a marcos nel romanzo, anche noi siamo dentro un sistema che, per quanto possa farci orrore, è quello in cui siamo natə e cresciutə, in cui abbiamo sviluppato il nostro sistema di pensiero, persino quei pensieri che sono critici verso il sistema stesso. è per questo, probabilmente, che riusciamo a seguire così bene il corso dei suoi pensieri e delle sue emozioni durante il racconto.
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Fonte: a clacca piace leggere
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