“Campo di pietra” di Tove Jansson

28/02/2023


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Ciò che però ossessiona il protagonista è un magnate dei media, il signor Y, come lo chiama lui; un corruttore di parole che si è servito del linguaggio per creare scandali, per indulgere e alimentare nei suoi lettori un gusto morboso per il sensazionalismo e il patetismo. Jonas indaga e riflette sulla parola, sul suo potere affabulatorio, sulle straordinarie possibilità del linguaggio pregnante e denso di significati o al contrario vuoto e privo di senso. Come un moderno Don Chisciotte, in un’epoca dove la parola è sfuggente, aleatoria come la chiacchiera, è alla continua ricerca della parola giusta, di quel “rumore sottile della prosa”, per dirla con Manganelli.
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Fonte: Culturificio
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