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Cannes 2023. KILLERS OF THE FLOWER MOON di Martin Scorsese. Recensione di un capolavoro annunciato, ma non realizzato

25/05/2023


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Un film sulla violenza fondativa degli Usa. Paese edificato, come tutti  (così assicurano i mitografi, gli studiosi dell’inconscio della Storia come René Girard), su un sacrificio primario. Stavolta della popolazione nativa, conquistata e sottomessa. Ma anche, edificato sulla violenza dei conquistatori su altri conquistatori, sulla lotta fratricida, sui regolamenti di conti interni. Nella rappresentazione di come un potere si installa e si consolida, di come si crea una comunità, il film è semplicemente magnifico, in grado di farci respirare le forze convergenti e opposte, la ferocia e la necessità della Storia. Altrettanto grande Killers of the Flower Moon è quando, lucidamente, ci mostra come gli Stati Uniti passino dalla fase della conquista selvaggia dell’Ovest (e dell’instaurazione immediatamente successiva di potentati locali e boss locali sottratti a ogni legge) all’essere un paese in cui è il centro dello Stato, a Washington, a riprendersi il potere, a attribuirsi e monopolizzare l’esercizio della forza.
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Fonte: Nuovo Cinema Locatelli
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