Caratteri di una scienziata: Eva Mameli Calvino tra dubbio e desiderio

28/01/2024


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Bencivelli inizia proprio da qui, i due aspetti facendo leva sui quali, senza che in realtà facciano leva, si fonda la figura di Eva Mameli Calvino: nessuna ribellione, e una caratterizzazione che la vede defilata, “madre di” piuttosto che personaggio che si auto-comunica. Sono due aspetti che, in base ai criteri con cui rubricheremmo oggi i personaggi sui media, non le permetterebbero di vincere la selezione alla prima occhiata. Sembra che Eva Mameli non abbia nulla di clamoroso ed esplosivo: non ci sono clamori, non ci sono rotture.

Però, a scavare e ricostruire la biografia, qualcosa di interessante esce, anche un singolo dato che, con la sua unicità, può attirare la curiosità: Eva Mameli ottenne la libera docenza in botanica nel 1915, fu la prima donna in Italia. Non è un dato confluito nella storia della lotta femminista nella scienza italiana forse, ma è un dato che indica molto chiaramente la strada intrapresa da una ragazza appassionata e determinata. Colei che diventerà “la generalessa” del Barone rampante. Perché poi, ed è un ulteriore tassello del ragionamento che Bencivelli fa accompagnandoci attraverso la vita di Eva Mameli, noi conosciamo i successi professionali di Eva Mameli, il carattere della sua ricerca scientifica, attraverso ciò che Italo ci ha raccontato. Non (solo) di lei, proprio quello che Italo ha assorbito da lei, e che è andato a costruire una sua visione delle cose e del mondo.
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Fonte: Acontrainte
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