Chiacchierando (di nuovo) con Alessandra Sarchi

22/04/2024


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Che generazione è quella di Nina? Quali elementi ti interessava raccontare e perché?

RISPOSTA: Nina appartiene a quella generazione di giovanissimi che abbiamo cominciato a veder sfilare in cortei di protesta a partire dagli anni dieci del 2000. Era da molto tempo che i ragazzi non scendevano in piazza per una causa e il cambiamento climatico, con le sue devastanti conseguenze planetarie, è stata l’occasione di un movimento globale come non si vedeva forse dagli anni sessanta del secolo scorso. Già questo mi sembrava un fatto da raccontare, in più mi colpisce la grande differenza di atteggiamento e di atmosfera che si respira fra questi giovani a paragone di altre generazioni: mentre negli anni 60’ e ’70 del secolo scorso si manifestava per l’acquisizione di diritti (delle minoranze, delle donne, dei disabili), si manifestava contro le guerre, auspicando un mondo più pacifico ed equo, oggi i ragazzi manifestano affinché sia lasciato loro non un mondo migliore, ma un mondo possibile, un pezzetto di mondo. Hanno la disperazione cupa di chi sa che non ci sono più risorse, di chi intuisce che stiamo vivendo in modo non più sostenibile e fanno un’enorme fatica a concepire un futuro. Nina, la giovane protagonista del mio romanzo, porta con sé questa disperazione che la induce a essere radicale, come tutti gli estremi può risultare fastidiosa, ma lei in qualche modo sa che non ci sarà cambiamento se non con una sovversione totale delle convenzioni alle quali siamo abituati. Nina avverte più di tutti gli altri personaggi la pressione del tempo: non ne abbiamo più a disposizione.
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Fonte: Giuditta legge
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