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Cinema a conduzione familiare: Hellbender

05/05/2022


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Ciò che impressiona è la fantasia degli Adams, la quantità di piccole trovate e idee di paura, come ad esempio un finale nel buio illuminato solo da una torcia che riesce a non sembrare povero ma anzi a suggerire un mondo di oscurità pieno di cose che non vediamo. Ma basterebbe anche la capacità di creare con poco la mitologia delle Hellbender. Categoria di streghe che si riproduce in autonomia come le felci selvatiche, che si ciba di piante e coni perché cibarsi materia viva risveglia una potenza che è meglio tenere a bada e soprattutto che ha un ciclo vitale simile alle stagioni. È un mondo che viene spiegato lentamente durante il film, ma anche con straordinaria chiarezza. E nonostante alcuni inserti tradiscano un po’ di passione per i videoclip alternative rock degli anni ‘90, Hellbender non è nemmeno eccessivamente derivativo. Anzi ha un po’ un modo suo, scarno e molto minimalista, di lavorare su tempi e mood moderni dell’horror. Facciamo a capirci: la spallata ai film A24 e a quel tipo di intellettuali della paura c’è, non ci sono dubbi, ma poi un po’ come Ari Aster (senza quella sofisticazione visiva sia chiaro) è anche in grado di mandare la nave in porto con sicurezza.
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Fonte: i400Calci
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