Con le sue parole: frammenti di Paul Auster

01/05/2024


No, tu non vuoi morire, e pur avvicinandoti all’età che tuo padre aveva quando finí la sua vita non hai telefonato a nessun cimitero per prenotare un luogo di sepoltura, non hai dato via nessuno dei libri che sei sicuro di non leggere mai piú, e non hai cominciato a schiarirti la voce per gli addii. Eppure, tredici anni fa, appena un mese dopo il tuo cinquantesimo compleanno, mentre pranzavi con un sandwich al tonno seduto nel tuo studio al piano di sotto, avesti quello che ora chiami il tuo falso infarto, un assedio in crescendo di dolore che si era espanso nel torace e giú lungo il braccio sinistro e su fino alla mascella, i classici sintomi del disordine e dell’insulto cardiaco, il temutissimo infarto coronarico che può stroncare la vita di un uomo in pochi minuti, e mentre il dolore continuava ad aumentare toccando punte sempre piú alte di infuocata violenza, bruciandoti le viscere e incendiandoti il petto, tu, debole e con il capogiro, ti alzasti in piedi barcollando, salisti le scale piano piano reggendoti alla ringhiera con entrambe le mani e stramazzasti sul pianerottolo al livello del salotto chiamando tua moglie con una voce fioca appena udibile.
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Fonte: L'indiependente
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