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“Confidenza” inusuale per il cinema italiano

02/05/2024


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Confidenza
descrive limpidamente, attraverso l’introflessione psichica, una piccola borghesia ipocrita e mediocre, incapace di proiettarsi al di fuori del proprio egoismo individualista. In questo senso Luchetti è ancora più schietto rispetto all’autore del romanzo, rappresentando il protagonista come un uomo moralmente piccolo, rapito spesso da desideri di una violenza efferata. Immagine che sbilancia enormemente quella pubblica di grande educatore, autore di un saggio chiamato, quasi ironicamente, La pedagogia dell’affetto.

Ciò che risulta stupefacente nella ricostruzione psicologica del personaggio di Pietro, oltre alla magnifica interpretazione di Elio Germano, è l’attenzione alla veridicità e all’aspetto apparentemente contraddittorio del suo stato psichico. In più occasioni il protagonista sembra voler rivelare il suo segreto, come se il suo desiderio più profondo, dal quale fugge con disperazione, sia proprio quello di essere scoperto, di essere davvero se stesso e non la maschera che si è costruito.
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Fonte: Cinefilia Ritrovata
nel canale: cinema