“Cristo fra i muratori”, o la bellissima ingenuità

28/02/2022


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Cristo fra i muratori parla della non-appartenenza, del vivere sulla soglia tra il vecchio mondo abbandonato ed un Nuovo Mondo che non si comprende, che parla una lingua sconosciuta. Come afferma uno dei personaggi, senza l’inglese gli italiani sono «muti e ciechi»: essi vagano in un mondo che non vedono e con il quale non possono comunicare. Ma che lingua parla questa popolazione senza nazione? Una lingua mitica che Di Donato riporta con uno stile vicino all’immediatezza dell’oralità nelle preghiere dei personaggi, simili a lamenti[1] fatti di quelle ripetizioni che ci restituiscono il corpo e la concretezza delle parole.
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Fonte: Il rifugio dell'ircocervo
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