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CSI – È stato un tempo il mondo 

09/05/2024


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Vengono fuori le propensioni come produttori di Maroccolo, Magnelli, Canali. Questo aspetto probabilmente sarà decisivo anche nel viaggio alla fine del mondo, in Bretagna a Finis Terrae, che darà la luce all’esordio dei CSI?

La forza dei CSI è stata da sempre l’unione di personalità diverse, non solo per carattere e temperamento ma anche per professionalità, esperienze pregresse, formazione musicale e ruolo. Sia Ferretti che Zamboni, nelle varie interviste che ho realizzato, hanno sottolineato che i fiorentini erano i musicisti e che con loro fece prepotentemente ingresso la musica, che nei CCCP era solo una parte della proposta visuale/teatrale/comunicativa. Ko de mondo non sarebbe mai nato senza la determinazione di Maroccolo, che era anche uomo di relazioni (l’incontro con il discografico Stefano Senardi è merito suo) e di questioni tecniche e produttive sin dai tempi dei Litfiba. Magnelli era un arrangiatore sopraffino nei Litfiba, era molto coinvolto nel trio Beau Geste con Maroccolo e Aiazzi, era l’altro uomo di musica della situazione, sia dal punto di vista creativo che produttivo. Canali era molto più istintivo, immediato, ma proprio per questo il suo apporto così lontano da Zamboni e così spigoloso si rivelò determinante per la tenuta dell’equilibrio. Non credo che qualcuno abbia dato più di altri, ci sono state diverse gradazioni di intensità nei contributi di ognuno a seconda del ruolo, dello strumento, del desiderio di musica, come accade nei grandi gruppi d’altronde.
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Fonte: L'indiependente
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