Curali!

15/05/2024


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I nuovi vecchi CCCP vorrebbero salire sul carro del motto che fu dei PIL, “This what you want”, magari mischiandolo col Filthy Lucre dei Sex Pistols, ma il risultato è che non abbiamo neanche i veri CCCP.  Ad esempio manca il bassista e programmatore di drum machine Umberto Negri, il quale pare sia stato il primo a chiedere una reunion quando pubblicò il suo libro Io e i CCCP, una storia fotografica e orale  ma la proposta fu spedita al mittente; manca Ignazio Orlando, altro fondamentale factotum, e soprattutto manca la vera formazione degli ultimi CCCP, cioè quella con il grande Gianni Maroccolo al basso, Giorgio Canali alla chitarra e il mitico Francesco Magnelli alle tastiere. Tutta gente senza la quale avremmo solo sentito Zamboni grattugiare il formaggio con la chitarra e Ferretti salmodiare lagne come un pretazzo cacciato dal coro della parrocchietta.

Perché se è li che ci siamo fermati, è giusto ripartire da lì e non da prima, ripartire dalle macerie di un impero e non dal suo rievocarlo astoricamente, perché il filo di Arianna si ingarbuglia così tanto che ora a fare da “backing band” ci sono praticamente gli Üstmamò, altra grande formazione oggi semidimenticata che probabilmente stava più avanti ancora dei CCCP. Ferretti sorride sul palco, i fans vedono la cosa come strabiliante, ma a noi fa invece piangere.
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Fonte: Il Tascabile
nel canale: musica