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Da Gogol’ Maps a “Una notte al Museo Russo”: la San Pietroburgo di Paolo Nori

25/03/2024


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Paolo Nori, che da anni guida dei Gogol’ Maps, cioè dei tour letterari per Mosca e San Pietroburgo per gruppi di 20/25 persone, ha accettato la sfida di tornare in Russia, nonostante sia dovuto atterrare a Helsinki e proseguire in pullman e nonostante, si sa, gli occidentali possano là usare solo i contanti.

Leggere questo strano libro, un po’ reportage, un po’ memoir, il giorno dell’attentato a Mosca, sembra un ennesimo monito per ricordare la bellezza, la poesia, la sensibilità della cultura russa, così come appassionatamente e instancabilmente ce la racconta Paolo Nori, anche in questi anni in cui a parlare di Gogol’ e Dostoevskij si rischia di essere considerati filorussi. Ma Nori non ha problemi a dichiararsi un filorusso:

Io sono innamorato, da trentadue anni, di un paese straordinario, dove si parla una lingua straordinaria e dove vive della gente straordinaria che ha generato una cultura straordinaria. Immaginare, poi, che la mia ammirazione per la lingua, la cultura e la gente russa, sia necessariamente ammirazione per i governanti, russi, sarebbe come immaginare che le migliaia di studenti che vengono, tutti gli anni, in Italia, ci siano venuti e ci vengano perché hanno ammirato e ammirano Paolo Gentiloni, o Giuseppe Conte, o Enrico Letta, o Matteo Renzi, o Giorgia Meloni, o Mario Monti. (p. 91)

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Fonte: CriticaLetteraria
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