Decolonizzare l’anima | Lettere

26/03/2024


[…]
La lettera che Scego, alla maniera di Baldwin, indirizza a sua nipote Soraya, tocca i temi della colonizzazione e della decolonizzazione, del razzismo, dell’esilio. Si tratta di un lungo memoir romanzato scritto in forma di lettera, scandito da quattordici parole chiave in somalo, a cui si aggiungono un Intermezzo decoloniale e una nota al testo dal titolo eloquente, Autobiografia in movimento. Scego si aggrappa a queste parole che raccontano di malattia, guerra, famiglia, memoria e radici per ripercorrere vicende dolorose. Il cuore della narrazione è la faticosa ricostruzione della storia somala, sfigurata prima dal colonialismo italiano, poi dalla guerra civile scoppiata il 31 dicembre 1990 e mai veramente conclusasi, ma nella lettera i destini collettivi si intrecciano con le vicende della famiglia di Scego e con le peregrinazioni dei suoi membri, in cui inevitabilmente gioca un ruolo negativo anche l’Italia. Tuttavia, anziché fare del passato un nuovo terreno di contesa e conquista, Scego prova ad annodarne i fili spezzati, con un atteggiamento non di rivendicazione, ma di cura.

La copertina mostra due donne, una milanese e una somala, intente a tessere insieme un tappeto. La loro vicinanza rivela che l’una non potrebbe fare a meno dell’altra per completare l’opera; la signora milanese, alle prese con una trama non sua, non saprebbe procedere senza il soccorso dell’altra donna, che guida la sua mano.
[…]





Fonte: L'eco del nulla
nel canale: libri-e-lit-blog