Desiderio senza privacy

09/05/2022


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Sì, perché Scompartimento N. 6, la cui recente versione cinematografica è stata paragonato da alcuni critici alla trilogia Before Sunrise, ha molto più in comune con i personaggi complessi, crudeli e infelici dei classici russi di quanto non ne abbia con gli amanti giovani, belli, sorridenti e altamente istruiti di Richard Linklater. A partire dalla narrazione dell’obiettivo del viaggio, più simile all’introspezione dolorosa e forzata del principe Myškin dell’Idiota di Dostoevskij, datato 1869, delle chiacchiere spensierate fra turisti della commedia romantica del 1995. Come nell’Idiota, ci chiediamo quale sia il senso nelle azioni della protagonista e fino a che punto questo senso le sia sfuggito di mano. In un classico romanzo di formazione assistiamo a un progresso del personaggio: una crescita, l’ottenimento di qualche premio, il coronamento di un condivisibile e nobile obiettivo personale. In Scompartimento N. 6 l’obiettivo ultimo sembra essere una brusca presa di coscienza della ruvidezza di tutto, attraverso una fuga semi-consapevole dal milieu intellettuale e ovattato in cui si ci racconta il mondo reale senza averlo sperimentato in prima persona.
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Fonte: Il Tascabile
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