donne che parlano

08/05/2024


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le donne – anziane e giovani, madri e sorelle – parlano e parlano, non per piangere sulle proprie ferite ma per riflettere sulle azioni che possono compiere nel rispetto della loro fede e della loro sicurezza. queste donne incolte, fuori dal mondo, che non hanno mai visto il mare e non parlano neppure la lingua del paese in cui vivono, che conoscono solo la legge di dio così come il loro pastore gliel’ha insegnata, donne il cui pensiero, la cui opinione non hanno mai contato nulla, che sono sempre state usate come fattrici fino alla sfinimento da uomini che le considerano meno delle loro bestie, parlano e parlano e parlano. e le loro parole svelano animi affatto semplici e rozzi, anzi! discutono di cosa dio si aspetta da loro, basandosi sulla legge d’amore e di perdono su cui si fonda la loro fede, discutono di cosa gli uomini si aspettano da loro, rifacendosi al solo modo che conoscono di stare al mondo. discutono di obbedienza, di autorità, di dovere e di inganno, discutono del loro futuro e del futuro delle loro figlie, possibili vittime, e dei loro figli, possibili carnefici.

il tempo guarirà i nostri cuori afflitti, dice. la nostra libertà e la nostra sicurezza sono obiettivi fondamentali, e sono gli uomini che ci impediscono di raggiungerli.
non tutti gli uomini, però, dice mejal.
ona puntualizza: forse non gli uomini in sé, ma una perniciosa ideologia che ha potuto impadronirsi del loro cuore e della loro mente.

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Fonte: a clacca piace leggere
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