Ducks. Due anni nelle sabbie bituminose / Kate Beaton

10/05/2024


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Il suo, dunque, non è semplicisticamente un atto di accusa nei confronti del maschilismo onnipresente e pervasivo di fronte al quale ciò che diventa notizia è solo la punta dell’iceberg e spesso lo è in maniera distorta, bensì è anche una riflessione sulla tossicità di un contesto lavorativo che sembra fatto apposta per tirare fuori il peggio delle persone e che gioca sul fatto che le persone sono disposte a tanto per migliorare la loro condizione economica.

In questi campi dove i lavoratori vivono quasi segregati dal resto del mondo – lontani dalle loro famiglie, dagli affetti e da una vita normale – le condizioni di disagio psicologico sono molto diffuse, ma alle aziende interessa solo poter vantare l’assenza di incidenti sul lavoro. Non importa se il personale fa uso di sostanze stupefacenti per combattere solitudine e depressione, se gli uomini diventano predatori a caccia di donne, se le persone vengono sradicate dalle loro origini con il miraggio del guadagnare più di quello che potrebbero nei paesi da cui provengono, se la flora e la fauna che abitano questi territori vengono distrutte, perché su tutto prevale l’obiettivo delle aziende di sfruttare al massimo il petrolio.
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Fonte: Sciame inquieto
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