È successa una bella cosa

22/01/2024


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Il calcio è una comunità, ma nessuno è costretto a svolgere un ruolo. Ci si può sfilare. Certo è anche un lavoro, ma non credo che Maignan abbia difficoltà a trovare lavoro altrove, qualora lo volesse. E come lui, tutti i calciatori che preferiranno sottrarsi agli insulti di questo tipo. O agli insulti in generale, ai lanci di pietre e caramelle. In fin dei conti, non è proprio quello che vogliono questi tifosi?

A chi insulta con versi di scimmia o peggio giocatori con la pelle meno chiara della loro riconosco grande resistenza, impermeabilità direi, ai discorsi culturali contemporanei, coerenza e, ovviamente, sincerità. Tanta sincerità. Non sono un grande fan della sincerità a tutti i costi ma certo è sempre meglio dell’ipocrisia, no?
Per questo gli auguro un calcio come desiderano davvero, dopo gli sforzi fatti in questi anni. Un calcio di soli calciatori bianchi o comunque dove il più scuro è siciliano, calabrese (ma vediamo, non è escluso che anche loro non vadano bene, diamo tempo al tempo). Un calcio dove nelle giovanili ci sono calciatori italiani, figli di italiani, se possibile nipoti di italiani. Un calcio dove allo stadio ci sono solo tifosi come loro, disposti alla goliardia di un insulto fatto al momento giusto, disposti a partecipare al rituale diecimila contro uno che rende onore a una nostra certa tradizione.
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Fonte: L'ultimo uomo
nel canale: calcio