El Conde (2023)

18/09/2023


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Con El Conde, Larraín cerca di esorcizzare una figura chiave dell’esistenza sua e di ogni cileno vissuto fino all’inizio del nuovo millennio, quel dittatore Augusto Pinochet che ha tinto di sangue la storia del Cile, tra desaparecidos, uccisioni e ladrocini assortiti, ed è comunque riuscito a scampare alle maglie della giustizia una volta subentrate la vecchiaia e la morte. Non stupisce, detto ciò, che Larraín abbia deciso di dipingere Pinochet come un vampiro assetato di sangue, pronto a contrastare (nelle retrovie, come soldato) le rivoluzioni fin dai tempi di quella Francese, fino a giungere in Cile e tentare la scalata al potere come dittatore. Il ritratto che esce fuori di Pinochet è impietoso, non solo per l’allegoria utilizzata, ma anche per tutto ciò che di vero viene riportato nei dialoghi del film, specchio di un uomo che non ha mai nascosto la sua natura di assassino e che, contemporaneamente, ha sempre avuto “paura” di venire additato per le infinite malversazioni finanziarie di cui si è reso colpevole.
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Fonte: Il Bollalmanacco di Cinema
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