ESTRANEI

14/05/2024


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Si sa che non c’è niente di più doloroso di una perdita, specie se questa avviene troppo presto, inaspettatamente, quando ancora non si è riusciti a dirsi tutto… Adam non vuole che Harry se ne vada ma non trova le parole per dirglielo, frenato da un lugubre retaggio del passato che lo ha auto-convinto di non meritare più la gioia degli affetti. Naturalmente in tutto questo non è estranea (scusate il gioco di parole) la sua condizione di omosessuale, in quanto è risaputo che i gay hanno una sensibilità e una delicatezza interiore molto più pronunciata rispetto agli etero: il regista Andrew Haigh, apertamente omosessuale, non manca di sottolinearlo in questa pellicola così garbata eppure emotivamente straziante, pudica eppure passionale, tutta giocata sulla sottrazione, sulla semplicità, sulla profondità di una sceneggiatura scritta in punta di piedi ma che sa stimolare sensazioni fortissime.

Estranei è una storia d’amore e di fantasmi che risente pesantemente (è un complimento!) del soggetto di partenza, ovvero del romanzo omonimo del giapponese Taichi Yamada, già piccolo cult in patria, che Haigh ha saputo tradurre nella nostra realtà occidentale senza snaturarne il senso.
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