Fame blu

02/05/2022


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Vorrei provare a raccontare questo romanzo senza usare le immagini emorragiche con cui fin qui è stato descritto: corrosivo, relazione tossica, infernale, gotico (che uso nel senso di spettrale), morsi e cicatrici… Tutte queste parole sono forse contenute in questa storia e nell’universo letterario di Viola Di Grado. Sono lì quando entriamo assieme alla narratrice nell’appartamento di Xu e quella stanza dove si ameranno è piena di resti di cibo, alcuni marcescenti, ovunque, infilati, appiccicati, abbandonati tra altri oggetti e quasi se ne sente la puzza come nel caos del laboratorio del pittore inglese Francis Bacon.
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Fonte: Exlibris 20
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