Flânerie tra le rovine (di Napoli e del cinema)

06/02/2024


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E come in Carta bianca, Napoli (che opportunamente appare nel nuovo sottotitolo pensato per la riedizione del libro) diventa un punto di riferimento imprescindibile. Basti pensare a tutta la parte dedicata alla galleria Umberto I, luogo delle prime proiezioni dei film Lumière nel capoluogo campano e sede delle prime sale, spazio di transito e di flânerie che una lettura esplicitamente benjaminiana collega alla centralità guadagnata dallo spazio urbano nel cinema napoletano. È all’interno di questo retroterra che Notari propone il ritratto di una città alle soglie della modernità, uno spazio che avviluppa e inghiotte i corpi dei personaggi in un’epoca in cui l’intreccio tra cinema, ferrovia e gallerie commerciali aveva stravolto l’esperienza della visione. In una delle scene simbolo incluse in Rovine con vista, il fotogramma di un film oggi scomparso, si vede una figura femminile distesa su un tavolo anatomico esposta allo sguardo di alcuni spettatori: un’immagine che è il riflesso di questo nuovo regime scopico e che è assunta “a rappresentazione dell’architettura dello spettacolo analitico-anatomico che è il cinema”.
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Fonte: Antinomie
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