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“Fuoco Sacro”: la celebrazione dell’hip-hop italiano dei Cor Veleno

01/05/2024


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Nel racconto avete poi deciso di farvi accompagnare da veterani come Inoki e Fabri Fibra. Ma anche da talenti emergenti: Ugo Crepa, KLAUS NOIR, Ele A. Quali sono state le scelte dietro ai featuring e come avete approcciato la scrittura condivisa?

Proprio perché “Fuoco Sacro” voleva essere anche un disco che omaggiasse l’hip hop, man mano che procedevamo con la stesura del disco, abbiamo immaginato anche la partecipazione di artisti che abbracciassero tutto il percorso dell’hip hop italiano. Da chi c’è stato dall’inizio, Inoki, Fibra, Colle Der Fomento, poi la generazione di mezzo: Nayt, Willie Peyote, Mostro, fino al raggiungimento delle nuove leve: Klaus, Ugo Crepa, Ele A. Tutti accomunati dal grande talento e dal fuoco sacro, ovvero la passione per l’hip hop.
Mi piace ricordare che quando abbiamo scelto i nuovi talenti l’abbiamo fatto perché ci ha colpito in maniera reale il loro approccio a questa musica, li stimiamo profondamente, e nei giovani – oltre Ugo Crepa che conosciamo in maniera particolare – Ele A la troviamo un’artista eccezionale, una delle poche donne credibili in questo mondo. Anche Klaus Noir e la sua tecnica sopraffina. Li abbiamo sentiti tutti adatti al prodotto che stavamo realizzando. Tutti accomunati dalla voglia di fare sempre meglio, dal talento, e quindi dal fuoco sacro.
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