Gente alla buona – chi è il mostro?  

14/05/2024


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Il paese è localizzato nella pianura lombarda, ai margini del gorgo capitalista d’Italia, Milano, oggi come negli anni in cui è ambientato il romanzo (a Mattia Grigolo piace giocare col tempo. Riprendendo le similitudini con la fisica, è dimostrato che il tempo è una variabile: sembra saperlo anche l’autore, che non esita a frammentarlo), in una nebbia soffocante, dipinta da una scrittura che affonda nella visione per farla sfaccettata e sensoriale, abbozzando la solitudine e la distanza della provincia nell’orizzonte brumoso, la terra nera.

È una storia di radici allacciate intorno ai protagonisti, conosciamo i padri dei padri, le madri e gli intrecci dei loro destini nel fondo scuro della terra, e l’impressione è quella che rimanga tutto sotto la superficie, senza che sia possibile superare lo strato di buio per arrivare a vedere la luce. Il crimine, sotteso e onnipresente, che a un certo punto esplode efferato e violentissimo, è qualcosa di cui non si parla, che rimane soffocato: è un romanzo costellato di non detti, di dialoghi fitti e spezzati dai ripensamenti, dai dubbi, da sentimenti che si lasciano intuire, ma mai definire.
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Fonte: Malgrado le Mosche
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