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«Giocavo per il pubblico, solo per il pubblico e godevo a far divertire la gente»

30/04/2022


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Ingestibile al punto
da essere spedito in prestito a Bologna dove incontrò i suoi due gemelli minori, Mancini e Macina.
«Costituivamo un trio favoloso. Tecnicamente Macina era il più forte, ma la differenza tra noi la faceva Roberto, più potente, più calciatore. Ho capito con gli anni che nel calcio non è solo questione di tecnica, il campione vero è più completo sotto tutti gli aspetti. Penso a Van Basten, il più grande che ho incontrato, ma anche a uno come il “Mancio”».

Il giovane Mancini stregato dai suoi numeri, lo seguì l’anno dopo, alla Samp per quello che doveva essere un ritorno da principe. E invece…
«La Sampdoria stava crescendo, ma io non andavo di pari passo e a un certo punto il presidente Mantovani fu costretto a cedermi alla Cremonese. Quando mi salutò aveva le lacrime agli occhi e mi disse: “Alviero, sei stata la più grande delusione della mia vita”. Quella frase me la sono portata dentro fino all’ultimo giorno che sono sceso in campo».
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Fonte: Il Nobile Calcio
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