Giovanni Di Marco: “Contro la Chiesa che difende carnefici”

14/09/2022


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Tonino, il protagonista e colui che subisce fatti orribili, crescerà lungo questa sorta di romanzo di formazione senza un vero e proprio freno che possa porre un limite alla sua parabola, raddrizzare ciò che è andato storto. Senza rivelare troppo della trama, ci racconti la figura di Tania? Come nasce, ma soprattutto quali sono i legami che ha con Tonino?

«Tonino è abbastanza sfigato: prima perde la mamma, poi ha la sfortuna di imbattersi in un prete che lo riempie di attenzioni morbose, e finisce così per diventare nuovamente una vittima. Tania, la giovane vicina di casa, è la speranza, colei che prova a tirarlo fuori dalle grinfie del pedofilo e cerca di fargli da seconda madre: è la speranza di farcela. Non volevo trattare solo il tema dell’abuso, ma il trauma subito e le conseguenze che questo lascia per tutta la vita in una vittima. Non è facile superare, impossibile forse è dimenticare queste situazioni, e spesso – è purtroppo cronaca – la violenza genera violenza e chi ha subito traumi così grossi e profondi diventa a sua volta il punto di partenza per nuova violenza. È una situazione che non sempre si verifica ma può capitare: chi subisce violenza poi tende a farla, anche se non dello stesso tipo».
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Fonte: LuciaLibri
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