GLORIA!

24/04/2024


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La didascalia finale ci rivela infatti che nel 1807 un editto napoleonico impose la chiusura definitiva di tutti gli orfanotrofi musicali femminili, togliendo così ogni speranza a quelle giovani donne creative e compositrici di vedere il loro nome scritto sotto a un pentagramma. All’epoca infatti le donne non avevano voce in capitolo, non avevano il permesso di comporre musica e comunque non potevano firmare i loro spartiti. Di tutte queste figure femminili del tempo non si è mai saputo nulla, eppure hanno contribuito non poco allo sviluppo della loro arte.

Il film della Vicario trae spunto proprio da questo, raccontando una storia di fantasia ma simbolica per tutto il movimento. Siamo “da qualche parte vicino a Venezia”, negli ultimi anni del ‘700, dove nell’immaginario collegio Sant’Ignazio, uno scalcinato orfanotrofio femminile dove si insegna a suonare, il gretto e represso Don Perlina (Paolo Rossi), mediocre maestro di cappella, dirige di malavoglia un gruppo di giovani ragazze di umili origini ma desiderose di sogni, perlopiù infranti: chi vorrebbe, perlappunto, comporre musica, chi sposarsi con un uomo ricco, chi scappare da quel posto per vedere il mondo e magari conoscere la pasionaria Madame de Stael, la nobile letterata che scriveva libri firmandoli col proprio nome e condizionava la scena culturale del tempo…
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