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Heinz Krügel: Eroe nazionale e nemico dello stato

07/12/2023


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La situazione si aggravò quando il Magdeburgo affrontò il Bayern Monaco in Coppa dei Campioni la stagione successiva. La Stasi aveva spiato lo spogliatoio dei tedeschi occidentali, ma Krügel si rifiutò categoricamente di ascoltare le registrazioni. Una mossa che sembrò confermare alle autorità la loro visione di un uomo pericolosamente ribelle. Il fatto che il Magdeburgo abbia poi perso entrambe le partite contro i bavaresi non lo aiutò di certo. Per Krügel il destino sembrava essere già segnato sul muro a Berlino. Era solo questione di tempo.

Quando il calendario segnò la fine dell’anno seguente, i capi della Federazione decretarono che Heinz Krügel non era più degno di ricoprire alcun ruolo dirigenziale, motivando il suo allontanamento con la scusa di non aver saputo valorizzare adeguatamente gli atleti del Magdeburgo. Il club si era classificato terzo in campionato e sembrava che il prestigio di Krügel, che fino ad allora lo aveva in qualche modo salvaguardato, fosse ormai svanito, lasciando spazio a un’azione punitiva.
Piegandosi alle pressioni politiche, il club licenziò l’allenatore più vincente nella storia del calcio della Germania Est. Considerando l’entità dei suoi successi e i giocatori che aveva lanciato in nazionale, la giustificazione del provvedimento era talmente paradossale che sembrava quasi che fosse stata scelta una ragione così poco credibile da non poter essere presa sul serio, solo per dimostrare la capacità del Partito di ottenere ciò che voleva.
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Fonte: Storie di calcio
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