I provinciali, gente alla buona

02/05/2024


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Nella coralità del paese, si distinguono quelli che sono i protagonisti: tre padri e i loro tre figli, prima quasi adolescenti e poi adulti. Il paese è definito dall’autore come una stanza: uno spazio ristretto in cui scorrono troppe vite, a stretto contatto tra loro, in cui tutti conoscono i segreti di tutti, ma al contempo in cui regna un senso di solitudine desolata dato da un’assenza di dialogo. Ed è proprio un segreto il nucleo centrale della narrazione, un segreto che tutti i personaggi sembrano conoscere, ma di cui nessuno parla: «Ci sono cose che si possono rivelare e altre che no. Ci sono cose che si possono ascoltare e altre che a sentirle abbattono barriere, scavano tunnel, lacerano l’anima» (p. 174). Quasi come se i personaggi volessero nascondere questo segreto al lettore, che è esterno alla stanza.

Questo segreto ha a che fare con la violenza – altro rimando tematico a La raggia –, un omicidio avvenuto nella linea temporale 1995 – 1996, di cui entrambe le generazioni di protagonisti sono testimoni, e che si portano dietro fino al 2019, momento in cui i figli si ritrovano per fare i conti con il passato.
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Fonte: Il rifugio dell'ircocervo
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