Il pallone del partigiano

24/04/2022


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Ma ovunque si gettino gli occhi, lungo la traiettoria seguita da Bruno Neri, sembra emergere il seme dell’antifascismo. Anche quando tornò ad allenare il suo Faenza, nel 1940, ai tempi in cui la guerra era ancora fuori dai confini italiani: il Faenza era una piccola società di provincia che giocava nelle categorie regionali della quarta serie, ma nelle sue fila militava uno spregiudicato diciassettenne di nome Silvio Corbari, che pochi anni dopo sarebbe divenuto uno dei grandi nomi della Resistenza locale. Di che rapporti avessero i due all’epoca, allenatore e giocatore, non ne abbiamo purtroppo idea, ma è suggestivo che i fili della storia li abbiano voluti unire prima sul campo di pallone, poi nella lotta partigiana, e infine nella morte, avvenuta a un mese e a quaranta chilometri di distanza, Neri presso l’Eremo di Gamogna e Corbari a Castrocaro Terme.
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Fonte: Pallonate in faccia
nel canale: calcio