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Il riconoscimento internazionale è un’arma a doppio taglio | Intervista ad Asghar Farhadi | In Translation

07/05/2022


Farhadi riconosce che i suoi film sono meno apertamente politici di altre opere dei suoi colleghi iraniani. Il recente Il male non esiste di Mohammad Rasoulof è un atto di accusa contro la pena di morte e la coscrizione. Rasoulof, bandito dal mondo del cinema e condannato a un anno di prigione nel 2020 (ma che finora è riuscito a evitare), mentre girava in remote località rurali ha dovuto utilizzare degli stratagemmi da guerriglia, usando nomi e sceneggiature false. Farhadi, al contrario, è ormai un cineasta internazionale. Ha girato anche in Francia (Il passato) e in Spagna (Tutti lo sanno), con attori del calibro di Penélope Cruz e Tahar Rahim. In Iran, spiega, tutto dipende dal tipo di film che stai facendo. «Se il tuo soggetto o il tuo modo di raccontare storie è meno direttamente sociale o politico, allora può essere meno problematico, facciamo del nostro meglio rispettando le restrizioni. Ma dipende anche se vuoi o meno che i tuoi film siano proiettati in Iran, e questa è sempre stata la mia priorità».
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Fonte: L'eco del nulla
nel canale: cinema