Il tempo delle tartarughe di Francesca Scotti

04/05/2022


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Ogni racconto ha un narratore diverso, ci sono prese dirette e voci esterne, nessuno schema ripetuto se non, forse, che la narrazione ha al centro l’equilibrio tra due persone, ma anche qui non si ripresenta un modello di rapporti, ci sono estranei, amici, coppie, persone che si conoscevano anni prima, adulti e ragazzini. Una varietà di elementi disomogenei, a partire dall’alternanza delle ambientazioni Italia o Giappone, proposta come scenario.

Allora cosa raccoglie questi racconti? L’inquietudine credo, la ricerca che può finire in un nulla di trovato, il disequilibrio e la frattura che sembra essere uno dei personaggi, l’occhio che descrive il mondo attraverso pochi elementi minuti, le convinzioni che si frantumano.
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Fonte: Il té tostato
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