Immaculate – La Recensione

09/07/2024


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Insomma, va da sé che la prima nota stonata di “Immaculate” è legata a un miscast che tende a far cadere tutto in vacca ancor prima di tirare su l’impalcatura. Un’impalcatura che dovrebbe servire a mettere le basi per un film dell’orrore, ma che invece per originalità della trama, incapacità registiche e, appunto, la voglia (unica) di portare sul grande schermo volti in voga, depredati da (ultime) serie tv di successo, l’unico traguardo che riesce a ottenere è quello di un pasticciaccio respingente ed involontariamente imbarazzante.

Riassumendola in soldoni, la storia racconta di questa suora – la Sweeney – che improvvisamente resta incinta senza aver mai avuto un rapporto sessuale nella sua vita – non ridete, per favore – simboleggiando quindi la vergine Maria, all’interno di un contesto in cui la figura di Dio e la sua venerazione viene costantemente messa in dubbio da una serie di personalità, incapaci di nascondere la loro aurea sinistra e la violenza inaudita (seppur passiva). Spunti e sfumature che la sceneggiatura di Andrew Lobel scopiazza senza troppa fantasia da titoli di riferimento come “Omen” e “Rosemary’s Baby” e che, come se non bastasse, in mano alla fiacca regia di Michael Mohan diventano simili a del buon materiale per un potenziale, nuovo “Scary Movie“.
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Fonte: Inglorious Cinephiles
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