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#intervistesporche 5. Fabrizio Coscia: la morte del romanzo e della critica

02/05/2024


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7. L’autofiction e la no fiction, che hanno avuto un picco di produzione dai tempi di Gomorra di Saviano, restano le forme di scrittura con presunzione autoriale/letteraria che hanno più mercato e diffusione (vedi la vincitrice dell’ultima edizione del premio Strega [Ada D’Adamo], o il discreto successo dell’ultimo romanzo di Antonio Franchini).
Perché si ha tanta voglia e facilità di raccontarsi, di esporre parti della propria vita? A che punto è la fiction in Italia?

Il modernismo ha messo la parola fine a un certo tipo di romanzo, che invece viene ancora tenuto in vita artificialmente per motivi commerciali. Parlo del romanzo post-letterario. Quel patto tra lettore e scrittore, quella sospensione della credulità che era alla base del romanzo tradizionale non è più possibile oggi. La letteratura vera ha per questo «fame di realtà», non di fiction.

Una parte dell’editoria, nonostante il permanere della dittatura del romanzo tradizionale, ha captato questo cambiamento, che è avvenuto anche nei lettori, e dunque sta cercando di sfruttarlo con la nuova moda dell’auto-fiction, che in effetti nasce come reazione al romanzo, ma ormai è usata come fiction mascherata, un genere che risponde di fatto alle stesse regole e convenzioni del romanzo tradizionale. Ma non basta dire «io» e raccontare i fatti propri per demolire il romanzo postletterario.
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Fonte: Antonio Russo De Vivo editor
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