Islam, jazz e rock

11/04/2024


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Il capolavoro del jazz (e non solo), “A love supreme” di John Coltrane, pubblicato nel 1964, fu ispirato dalla stretta amicizia che il saxofonista strinse con l’attivista e politico Malcolm X, ai tempi membro della Nation of Islam di Louis Farrakhan, da cui uscì per essere assassinato, nel 1965, si è sempre sospettato, proprio da ex compagni d’organizzazione.
Anche Charlie Parker, Pharoah Sanders, Dizzy Gillespie, McCoy Tyner, per citare i più famosi, si avvicinarono alla religione musulmana, più o meno direttamente e ne furono influenzati musicalmente.

Negli anni Sessanta l’Islam negli Stati Uniti, ancora fortemente pervasi da razzismo e discriminazione, era un elemento unificatore per la popolazione afroamericana, perché abbatteva le barriere razziali e dava ai suoi seguaci uno scopo e una dignità.
In questo senso le relazioni con la “musica nera” sono state frequenti, soprattutto nell’ambito hip hop, a partire dagli inventori del genere, i new yorkesi Last Poets, principali ispiratori di Gil Scott Heron, che, insieme a loro, si prese la nomea di “padre del rap”.
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Fonte: Tony Face
nel canale: musica