Joyce a Roma

16/06/2022


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Nel racconto, la scoperta di questo rivale di cui il marito di Gretta, Gabriel Conroy, non sa nulla, comporta il crollo delle certezze di quest’ultimo; nella realtà Joyce elabora i suoi sentimenti contrastanti rispetto a questa vicenda prima nei versi di una poesia dai toni delicati, poi in alcuni punti della sua opera teatrale Esuli; ma sarà solo successivamente, quando cadrà vittima di uno scherzo ordito ai suoi danni da Gogarty e qualche altro amico di Dublino, secondo i quali Nora avrebbe concesso i suoi favori a uno di loro prima di conoscere Joyce, che egli si ritroverà, almeno fino al momento in cui non avrebbe appurato l’infondatezza della diceria, negli stessi identici panni di Gabriel Conroy.

Stando alla ricognizione di Terrinoni, tutti questi temi si avviluppano intorno al motivo del tradimento che rappresenta, assieme a quello del trauma, uno degli assi portanti dell’intera opera di Joyce, e che ha parecchi legami con le esperienze da lui vissute a Roma, essendo il motore di tante riflessioni che egli andava facendo proprio in quel periodo, anche in riferimento a vicende del passato, come ad esempio quella di Parnell, il politico finito in disgrazia a seguito di uno scandalo ingigantito ad hoc, la cui caduta era stata all’origine dei guai e della rovina del padre di Joyce e di cui Joyce avrebbe parlato sia in uno dei racconti di Gente di Dublino sia, più diffusamente, nel Ritratto dell’artista da giovane.
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Fonte: Doppiozero
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