Katerina Poladjan, La musica del futuro

23/09/2023


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Ed è proprio in questo giorno che Katerina Poladjan, autrice nata in Russia ma tedesca di adozione e di lingua, ambienta il suo La musica del futuro, romanzo breve e intelligente, di personaggi più che di trama che, oltre all’unità di tempo, sceglie anche quella di luogo: una kommunal’ka, vale a dire un appartamento condiviso da vari nuclei famigliari, ognuno dei quali ha una stanza privata (parola vietatissima, ma mi perdonerete) e cucina e bagno in comune. Siamo in una cittadina anonima della Siberia, ovvero lontani da tutto, e in questa kommunal’ka vivono, si aiutano, litigano, si cercano quasi tutti i personaggi del romanzo: la piccola Kroška, poco amata dalla giovane madre Janka, operaia con sogni di musicista; sua nonna Mar’ja, che lavora in un museo ed è infelice; la bisnonna Varvara, ostetrica poco più che sessantenne; il comunista Matvej, un uomo dolce che lavora in un istituto di fisica, che censisce e cataloga ogni cosa che gli succede e che commetterà un errore, e a cui Poladjan affida alcuni dei passi chiave del romanzo: «Mi stupisco sempre che tanta gente non abbia ancora capito che la felicità non è possibile senza il bene comune» dice a un certo punto, e questa considerazione, a mio modo di vedere, vale per i sovietici degli anni Ottanta e vale per noi, oggi.
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Fonte: Andrea Tarabbia
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