KINDS OF KINDNESS

11/06/2024


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Ma mentre il primo episodio, che potrebbe benissimo far parte di Black Mirror, stimola riflessioni importanti sul concetto di “accettazione” (soprattutto da parte degli altri), il secondo e il terzo insistono fin troppo morbosamente sul senso di colpa e di claustrofobia tipicamente lanthimosiano, offrendo una visione spietata ma anche scontata di un’America ben lontana da quella da cartolina delle grandi metropoli luccicanti. Qui siamo in piena periferia, tra squallidi motel di provincia e lussuosissime case-prigione asettiche e raggelanti, specchio della solitudine (fisica e morale) dei protagonisti. Tra i quali Emma Stone, a differenza che in Povere Creature!, dimostra di non essere molto a suo agio con il registro surreale del film (il suo strombazzato balletto finale sa più di mossa da trailer che di effettivo significato). Molto meglio il solito mefistofelico Willem Dafoe, la finta santarellina Margaret Qualley, e soprattutto un eccezionale Jesse Plemons, giustamente premiato a Cannes, che aggiunge un altro tassello a una stagione per lui straordinaria (come dimenticare anche il suo folgorante cameo nel distopico Civil War?)





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