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Kylian Mbappé, il calciatore che ferma l’avanzata del neofascismo

10/07/2024


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La seconda bordata arriva il 4 luglio. Conferenza stampa prima dei quarti di finale contro il Portogallo. «È urgente andare a votare al secondo turno. I risultati del primo sono stati catastrofici. Uscite di casa e andate a votare facendo la scelta giusta. È un momento cruciale per la storia del nostro Paese», dice Mbappé, senza bisogno della domanda di alcun giornalista. Qui tutti cominciano ad accorgersi che le «lezioni di morale» di un calciatore hanno effetto. D’altronde l’avevano avute quelle del cileno Caszely e del brasiliano Sócrates per abbattere le dittature. O le più recenti prese di posizione di Rashford e altri inglesi a favore di Black Lives Matter.

E così si muove l’artiglieria pesante. Contro Mbappé scende in campo la leader suprema del Rassemblement National. «I francesi ne hanno abbastanza di ricevere lezioni di morale (sic!) e raccomandazioni di voto. Questa tendenza che hanno gli attori, i calciatori e i cantanti di dire ai francesi quello che devono votare, in particolare a quelli che guadagnano 1.400 euro al mese (doppio sic!), mentre loro sono milionari che vivono all’estero, comincia a diventare fastidiosa», dice Marine Le Pen intervistata da Christian Amanpour alla CNN. Ma il populismo reazionario un tanto al chilo, che fa andare in bordo di giuggiole i nostri politici e editorialisti, ha evidentemente stufato gli elettori d’oltralpe.
E così domenica arriva la batosta. Per i lepenisti e per i meloniani, che per settimane avevano raccontato una Francia profonda terrorizzata dai migranti e dai diritti civili.
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Fonte: Serie Tripla A
nel canale: calcio