La favola della viltà | Damir Ovčina e l’assedio di Sarajevo

17/11/2023


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Ma come si racconta quell’orrore a distanza di trent’anni? Damir Ovčina sceglie di narrare una delle possibili storie vere tra le tantissime. Affidandosi, almeno in parte, a ricordi autobiografici.
Sarajevo. Primavera del 1992. Un ragazzo sta frequentando l’ultimo anno dell’istituto di elettronica. Non ha un nome, ha un padre e una ragazza. Vive la vita di un normale adolescente. Intorno a sé piomba già, però, la morte: quella di sua madre che arriva, improvvisa, nella sua vita. Una malattia misteriosa dietro la quale è difficile non leggervi la metafora del morbo che ha contagiato un’intera nazione.

Nel momento preciso in cui la guerra esplode, il protagonista si trova dalla parte sbagliata, nel quartiere di Grbavica, “caduto” in mano alle forze serbo-bosniache che vogliono distruggere il neo-indipendente stato della Bosnia ed Erzegovina per creare la grande Repubblica Serba. Per lui, quel quartiere si trasforma immediatamente in una vera e propria trappola, senza alcuna possibilità di raggiungere suo padre e la sua casa, e nessuna di contattare la sua ragazza.
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Fonte: L'indiependente
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