La Nave Nera: i racconti di Nicola Pugliese

08/07/2024


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Leggendo le storie (brevi) di Nicola Pugliese ci troviamo in una Napoli di fine anni ’70 perfettamente ritratta nei suoi vizi e nelle sue perversioni burocratiche. C’è un po’ del realismo magico sudamericano, quello da cui sono nate le pagine più sudaticce di Cortázar o Bolaño, e c’è la lirica sporca di Hemingway. Ripenso al racconto Vino Bianco in cui sembra di rileggere alcuni tratti de Un posto pulito illuminato bene. Personaggi che spesso cercano di sfuggire alla propria solitudine e ai propri pensieri che celano fantasmi. Ma anche la città di Napoli che fa da spalla a molte delle esistenze narrate da Pugliese.

Sono inimitabili le parti in cui il narratore ritorna cronista e riporta le dichiarazioni dei mille gangli della macchina burocratica e dell’apparato statale partenopeo che si affastellano a scaricarsi della responsabilità con frasi fatte che ancora oggi possiamo leggere sui dispacci di agenzia quando succede qualcosa di straordinario. Pagine che per questo non hanno perso un briciolo di freschezza pur essendo perfettamente piantate in un’epoca ben rappresentata da film come Le mani sulla città di Francesco Rosi.
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(Immagine via Polidoro Editore)





Fonte: L'indiependente
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