La partita nel gulag

21/04/2024


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Siamo nel 1937, anno in cui l’autore di Vologda fu spedito in Siberia. Il racconto è “Il viaggio per Ola” inserito nella sezione “Il guanto” dove, con una prosa laconica ed essenziale, Salamov ha tratteggiato l’inferno come un enorme paiolo in ebollizione dove vita e morte si assomigliano. In quell’anticamera del gulag della Kolyma, Salamov vide la finale di un torneo locale dai gradini posti in alto, cadendo vittima di un’illusione ottica:

“Mi sembrò che i giocatori di entrambe le squadre, cercando il tiro a rete con tutta una serie di passaggi, corressero molto lentamente e che quando il tiro in porta partiva, il pallone descrivesse nell’aria una traiettoria talmente lenta che tutta l’azione da gol poteva essere paragonata ad una ripresa televisiva rallentata”.

Salamov, morto nel 1982, descrive la moviola in un periodo in cui il rallentatore televisivo non era ancora nato, come l’autore specifica nelle righe successive.
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Fonte: Storie di calcio
nel canale: calcio