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La rivoluzione punk del St. Pauli

14/05/2024


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Amburgo è una delle città più affascinanti della Germania: una di quelle che una volta che visiti ti resta dentro, tanto fredda e severa, quanto vivace e aperta. Una città portuale dove c’è spazio tanto per viverla in maniera borghese quanto in maniera popolare. C’è il Municipio, simbolo della città raggiungibile attraversando le Colonnaden piene di negozi, o meglio catene di brand. E poi c’è il Reeperbahn, un luogo affascinante per la vita notturna, fatta di locali, birre e personaggi coloriti difficili da dimenticare.
Due anime distinte, ben rappresentate dai due club della città. L’HSV, i “Dinosauri”, la squadra storica che gioca in uno stadio enorme, che rappresenta l’anima della città più borghese con la sua storia e il suo potere.

E poi c’è St. Pauli, con la sua squadra e i suoi tifosi fricchettoni che sventolano bandiere piratesche, indossano giubbotti di pelle e fanno della loro passione un fatto identitario e iconografico. Un’identità punk, popolare e legata all’estrema sinistra che i suoi tifosi rivendicano con orgoglio anche per distinguersi dai rivali, che si sono più distinti per un’approccio destrorso. Le due squadre approcciano in questo modo al calcio: L’HSV è ricco e punta a vincere, il St. Pauli invece si appoggia completamente alla propria identità popolare. Non c’è mai davvero stata discussione sulla supremazia, con l’Amburgo troppo più potente e i Pirati che hanno sempre abbracciato il loro essere “quegli altri”.
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Fonte: Sportellate
nel canale: calcio